Come separarsi o divorziare davanti al Sindaco.

Un numero sempre più crescente di persone si rivolge agli studi degli avvocati per sapere cosa comporta una procedura di separazione personale dei coniugi anche dal punto di vista economico.

Viviamo in tempi di ristrettezze finanziarie e la necessità di sapere a cosa si va incontro anche dal punto di vista dei costi quando si decide di separarsi è più che legittima.

Va a questo punto rilevato che, al momento, la soluzione più economica è rappresentata dall’accordo dinanzi al Sindaco, ma ad alcune condizioni.

Vuoi sapere come si fa?

Bene, la norma di riferimento per questo tipo di procedura è la legge 10 novembre 2014 n. 162 (https://www.consiglionazionaleforense.it/documents/20182/200991/D.L.+n.+132-2014) che prevede alcuni fondamentali elementi che è necessario aver presenti prima di procedere.

Vediamo, in breve, quali sono:

1) dall’unione la coppia non deve avere avuto figli  i quali siano ancora minorenni, maggiorenni non autosufficienti, portatori di handicap o incapaci. È possibile quindi procedere alla separazione o al divorzio in Comune solo se sia economicamente autosufficiente;

2) la coppia deve avere trovato un accordo sugli aspetti personali e patrimoniali;

3) l’accordo non può disciplinare trasferimenti patrimoniali tra i coniugi come, ad esempio, l’assegnazione della casa, arredi e altri mobili presenti nell’abitazione, l’autovettura, conti correnti bancari, titoli, depositi, libretti di risparmio, ecc. In caso contrario dovranno farlo con un’autonoma scrittura privata tra questi firmata in separata sede.

L’accordo può contenere patti aventi ad oggetto l’assegno di mantenimento e l’assegno divorzile.

A chi bisogna rivolgersi?

I coniugi possono recarsi sia presso l’Ufficio dello Stato Civile del Comune ove hanno contratto matrimonio che presso il Comune di residenza di uno dei due coniugi o di entrambi.

Quali documenti servono?

  1. per la separazione: documento di identità dei coniugi e l’autocertificazione contenente le dichiarazioni sulla residenza, luogo e data di matrimonio, assenza di figli.
  2. per il divorzio: documento di identità dei coniugi; l’autocertificazione contenente le dichiarazioni sulla residenza, luogo e data di matrimonio, assenza di figli. Andrà poi presentata la copia conforme rilasciata dalla cancelleria del tribunale della sentenza di separazione giudiziale (se i coniugi si erano separati in via giudiziale in tribunale) o del decreto di omologa di separazione (se i coniugi si erano separati consensualmente in tribunale) o l’originale dell’accordo di separazione (se i coniugi si erano separati con la negoziazione assistita).

Quanto costa?

È dovuto un diritto fisso di € 16,00 e basta.

E come si procede?

In alcuni Comuni è richiesto un primo e informale incontro per procedere alla verifica della documentazione e della competenza dell’ufficio a ricevere l’atto. Viene quindi avanzata la richiesta di avvio del procedimento.

La procedura vera e propria viene cadenzata in due incontri:

  • al primo incontro il Sindaco o l’ufficiale di stato civile redige l’accordo di separazione che i coniugi gli riferiscono avere raggiunto. Dopo aver compilato l’accordo, il pubblico ufficiale dà ai coniugi appuntamento per un secondo incontro che non può essere prima di 30 giorni;
  • al secondo incontro, viene richiesto ai coniugi di confermare l’intenzione di separarsi o di divorziare;
  • se al secondo appuntamento si presentano entrambi i coniugi l’accordo di separazione è valido ed ha la stessa efficacia della sentenza di separazione omologata dal tribunale. Il Comune, a questo punto, invia l’atto agli uffici competenti per le annotazioni sull’atto di matrimonio. I coniugi possono sempre chiedere una copia autentica dell’accordo depositato in Comune;
  • se, invece, al secondo appuntamento non si presenta uno o entrambi i coniugi, l’accordo di separazione non è valido e decade. I coniugi potranno tuttavia presentarsi in qualsiasi successivo momento per avviare, di nuovo, l’intera procedura da capo: il fatto di aver fatto decadere un primo tentativo non preclude la possibilità di riprovarci in seguito.

E’ necessaria l’assistenza di un difensore?

Nella separazione o divorzio davanti al Comune non c’è bisogno di avvocati; tuttavia nulla esclude che una delle due parti o entrambi si facciano accompagnare da altri soggetti, ivi compreso il difensore.

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